(via mangorosa)
Fonte: compagnokoba
Marcello dell’utri viene accolto a pesci in faccia a Como. Godo.
Quando lo stato non cura i suoi mali lo deve fare il popolo.
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Parole sacrosante. Ma il problema, imho, arriva all’ultima frase: il popolo, il popolo italiano di oggi, non è forse lo stesso popolo che regolarmente, di default, senza mezzo neurone coinvolto nel processo decisionale, assegna a Berlusconi e ai suoi compari mafiosi come minimo il 30% dei voti? Non è lo stesso popolo che, in proporzioni che al nord ormai sfiorano il 40%, vota quella Lega che si riempie la bocca di ‘Roma ladrona’ salvo poi lavorare fianco a fianco con chi appalta le grandi opere ai gruppi mafiosi? Non è quel popolo che, anche al centro e ahimé a “sinistra” (se proprio vogliamo chiamare cosí il ROTFL piddí), le corruzioni e le mafie le nutre ogni giorno, chiedendo raccomandazioni, votando in cambio di favori, evadendo le tasse?
Io da un popolo del genere non m’aspetto ormai piú nulla di buono. E se anche lo 0,1% del “popolo” realmente si decidesse a prendere in mano la situazione come sarebbe necessario, lo sai, vero, che i media da MinCulPop d’Italia li chiamerebbero TERRORISTI e il “popolo” ci crederebbe ciecamente, vero?
Le metastasi hanno già vinto, temo. Hanno vinto perché, per l’italiano medio, non sono metastasi: sono esseri simbiotici. Il popolo, questo cancro, lo vuole.
Sono d’accordo.
Ok, facciamo che sia lo 0,1% della popolazione quella che alza la testa. Però quello 0,1 ha fatto sloggiare dell’Utri.
Non a caso nel video si vede e sente gente (vecchia) prendere le difese, indignata, per il galantuomo don Marcello.
Però coprire il loro silenzio con un “fuori - la mafia - dal lo sta to” non è stato difficile. Nel secondo o terzo video dell’Utri al giornalista dice “non importa quello che dicono loro, la cosa grave è che gli altri non li zittiscano”. E’ significativo.
Riguardo al “terroristi” è chiaro, è storia vecchia, si pensi alle BR, al caso moro, alle tattiche di Cossiga, ad Andreotti, alle bombe imputate ai comunisti. La strategia era chiara e la conosciamo bene. Non si può comunque parlare di “prendere in mano la situazione”, non accadrà mai.
Ad ogni modo le bandiere e gli striscioni erano quelle, i soliti comunisti.
Fonte: classe
Marcello dell’utri viene accolto a pesci in faccia a Como. Godo.
Quando lo stato non cura i suoi mali lo deve fare il popolo. Solo questo è il principio del popolo sovrano.
Marcello dell’Utri è un condannato per mafia. Non è una questione del “tutti devono parlare”, qualcuno NON PUO’ parlare.
Ricordiamo che costui peraltro quando interrogato dagli organi competenti riguardo a faccende criminali che lo riguardino fa regolarmente scena muta. Che parli lì, quando in dovere di farlo.
Lascereste voi espandere liberamente un cancro che vi colpisse?
No, cerchereste di eliminarlo. E se il vostro corpo non ci riuscisse da solo, questa metastasi dovrebbe essere estirpata chirurgicamente. Senza indugio e senza obiezioni.
Dell’Utri è condannato per mafia. E la mafia è un cancro che uccide il Paese. Ergo dell’Utri è un vettore del cancro stesso. E come tale non va ascoltato: va debellato.
Se come è palese le istituzioni non riescono a curarsi autonomamente, qualcun altro ha il dovere e l’onere di farsi carico dell’intervento.
In questo caso niente di meno che il Popolo stesso.
Marcello dell’utri viene accolto a pesci in faccia a Como. Godo.
Hanno fatta loro l’idea che non bisognasse parlare di politica durante il corteo, un esempio di integrazione fuori dal comune, che ci viene insegnato dai civili abitanti di Rosarno.
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