RKKA - Raboče-Krest’janskaja Krasnaja Armija
“Nonno, nonno, chi è l’esercito più forte del mondo?” chiedevo con foga mentre sfogliavo vecchi volumi fotografici che immortalavano soldati in azione durante i due conflitti mondiali.
“Che domande” replicava lui con un tono che non lasciava ombra di dubbio “prova a chiederlo a chi ha fatto la campagna di Russia”.Parliamoci chiaro, se c’è stato un esercito che ha dominato l’immaginario collettivo del secolo scorso, non è stato certo quello americano. Forse al botteghino dei cinema, ma, per il resto, se si esclude un conflitto mondiale vinto con la collaborazione di mafia e alleati, rimangono la rovinosa guerra in Corea, la disfatta di Cuba e la vergognosa fuga dal Vietnam. Sempre, ovunque, dietro l’impotenza Yankee, lo spettro dell’odiato nemico, che, imperterrito, schiacciava sotto i cingoli dei propri carri armati ogni possibile resistenza: “Chie è entrato per primo a Berlino siglando la fine del Terzo Reich? Chi ha rivendicato e ottenuto l’influenza su tre quarti dei territori occupati dai nazisti in Europa? E chi stava dietro la Rivoluzione cubana? Chi a ricacciare gli invasori dalla Baia dei Porci? E poi ancora, dietro i Vietcong, che sbucavano ovunque come ombre rosse di morte e sconfitta?”
Gli americani replicavano con Rambo, Commander, Visitor e Alien, ma il nemico non era invisibile o alieno, non si nutriva neppure di carne umana o assumeva le sembianze di un viscido rettile, non agiva con tuto quello charme hollywoodiano che gli si attribuiva. (…)
No, niente di tutto ciò. Piuttosto, in silenzio, senza futili sensazionalismi, alimentando una leggenda di forza e rigore, violenza e terrore. Il suo nome, sanguigno e viscerale, scandito chiaramente a singole lettere, “A-r-m-a-t-a r-o-s-s-a, Red Army, Rote Armee, Armée rouge, Рабоче-Крестьянская Красная Армия”. Per esteso, “Armata Rossa dei Lavoratori e dei Contadini”.
dal capitolo “Riga: la perla del Baltico” (Io viaggio verso Est - R. Valsecchi)







