Classe - o eleganza nella lotta proletaria

Posts Tagged: eroi

Paisi antichi comu lu tempu

fannu li vegghi a lu cori di la negghia

ma li pinseri vonnu passari

pi taliari se c’è un muru ca ni nega lu futuro

Comu furmichi senza abbentu

chi carriànu lu furmentu

ammuttamu sulu cu lui mani

suli trasi cu li mani

a negghia arrasi

Quannu spunta la matina

accarizzi l’acquazzina

e sta terra s’arrusbigghia

e addiventa meravigghia

Quanti pinseri hannu circatu lu cori di la negghia

quanti vrazza hannu pruvatu ad abbattiri stu muru

quantu cori

(via antisocial-socialist)

Fonte: facebook.com

novaffanculotu:

fromonesurvivortoanother:


pussytooth:


Members of the Red Warriors, an antifascist gang in France, 1985. Red Warriors used violent force to remove Neo Nazi gangs from France and provide safe spaces for immigrants during the rise of white nationalism and an outbreak of violent crime against people of colour. They formed a squat called “L.U.S.I.N.E” and were considered the most effective gang to counter nazi violence, working to instill fear in their opposition.

the most effective at giving me a boner

next research paper topic, GO

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classe: diocane che stile. Se faccio vedere sta roba agli inglesi minimo si scandalizzano.

novaffanculotu:

fromonesurvivortoanother:

pussytooth:

Members of the Red Warriors, an antifascist gang in France, 1985. Red Warriors used violent force to remove Neo Nazi gangs from France and provide safe spaces for immigrants during the rise of white nationalism and an outbreak of violent crime against people of colour. They formed a squat called “L.U.S.I.N.E” and were considered the most effective gang to counter nazi violence, working to instill fear in their opposition.


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classe: diocane che stile. Se faccio vedere sta roba agli inglesi minimo si scandalizzano.

(via tattoodoll)

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I giornali e gli operai di Antonio Gramsci

(“Avanti!”, ediz. Piemontese, 22 dicembre 1916)

Sono i giorni della réclame per gli abbonamenti. I direttori e gli amministratori dei giornali borghesi rassettano la loro vetrina, passano una mano di vernice sulla loro insegna e richiamano l’attenzione del passante (cioè del lettore) sulla loro merce. La merce è quel foglio a quattro o sei pagine che va ogni mattino od ogni sera a iniettare nello spirito del lettore le maniere di sentire e di giudicare i fatti dell’attuale politica, che convengono ai produttori e venditori di carta stampata. Vogliamo tentare di discorrere, con gli operai specialmente, dell’importanza e della gravità di quell’atto apparentemente così innocente, che consiste nel scegliere il giornale cui si vuole abbonarsi. E’ una scelta piena di insidie e di pericoli che dovrebbe essere fatta con coscienza, con criterio e dopo maturata riflessione. Anzitutto l’operaio deve negare recisamente qualsiasi solidarietà col giornale borghese. Egli dovrebbe ricordarsi sempre, sempre, sempre, che il giornale borghese (qualunque sia la sua tinta) è uno strumento di lotta mosso da idee e da interessi che sono in contrasto coi suoi. Tutto ciò che stampa è costantemente influenzato da un’idea: servire la classe dominante, che si traduce ineluttabilmente in un fatto: combattere la classe lavoratrice. E difatti, dalla prima all’ultima riga, il giornale borghese sente e rivela questa preoccupazione. Ma il bello, cioè il brutto, sta in ciò: che invece di domandare quattrini alla classe borghese per essere sostenuto nell’opera di difesa spietata in suo favore, il giornale borghese riesce a farsi pagare… dalla stessa classe lavoratrice che egli combatte sempre. E la classe lavoratrice paga, puntualmente, generosamente. Centinaia di migliaia di operai, danno regolarmente ogni giorno il loro soldino al giornale borghese, concorrendo così a creare la sua potenza. Perché? Se lo domandate al primo operaio che vedete nel tram o per la via con un foglio borghese spiegato dinanzi, voi vi sentite rispondere: ” Perché ho bisogno di sapere cosa c’è di nuovo”. E non gli passa neanche per la mente che le notizie e gli ingredienti coi quali sono cucinate possono essere esposti con un’arte che diriga il suo pensiero e influisca sul suo spirito in un determinato senso. Eppure egli sa che il tal giornale è codino, che il tal altro è palancaio, che il terzo, il quarto, il quinto, sono legati a gruppi politici che hanno interessi diametralmente opposti ai suoi. Tutti i giorni poi, capita a questo stesso operaio di poter constatare personalmente che i giornali borghesi raccontano i fatti anche più semplici in modo di favorire la classe borghese e la politica borghese a danno della politica e della classe proletaria. Scoppia uno sciopero? Per il giornale borghese gli operai hanno sempre torto. Avviene una dimostrazione? I dimostranti, sol perché siano operai, sono sempre dei turbolenti, dei faziosi, dei teppisti. Il governo emana una legge? E’ sempre buona, utile e giusta, anche se è… viceversa. Si svolge una lotta elettorale, politica od amministrativa? I candidati e i programmi migliori sono sempre quelli dei partiti borghesi. E non parliamo di tutti i fatti che il giornale borghese o tace, o travisa, o falsifica, per ingannare, illudere, e mantenere nell’ignoranza il pubblico dei lavoratori. Malgrado ciò, l’acquiescenza colpevole dell’operaio verso il giornale borghese è senza limiti. Bisogna reagire contro di essa e richiamare l’operaio all’esatta valutazione della realtà. Bisogna dire e ripetere che quel soldino buttato là distrattamente nella mano dello strillone è un proiettile consegnato al giornale borghese che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massa operaia. Se gli operai si persuadessero di questa elementarissima verità, imparerebbero a boicottare la stampa borghese con quella stessa compattezza e disciplina con cui la borghesia boicotta i giornali degli operai, cioè la stampa socialista. Non date aiuti di danaro alla stampa borghese che è vostra avversaria: ecco quale deve essere il nostro grido di guerra in questo momento che è caratterizzato dalla campagna per gli abbonamenti fatta da tutti i giornali borghesi. Boicottateli, boicottateli, boicottateli!

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Fonte: antoniogramsci.com

fyeahblackhistory:

Who was Thomas Sankara?

Thomas Sankara, often referred to as “Africa’s Che Guevara” was the president of Burkina Faso from 1983 to 1987.  He seized power in a 1983 popularly supported coup, with the goal of eliminating corruption and the dominance of the former French colonial power.

Sankara’s  foreign policies were centered around anti-imperialism, with his government eschewing all foreign aid because, as he often said, “he who feeds you, controls you.”  He pushed for debt reduction and nationalized all land and mineral wealth,  averting the power and influence of the IMF and World Bank.

His domestic policies were focused on preventing famine with agrarian self-sufficiency and land reform, prioritizing education with a nation-wide literacy campaign, and promoting public health by vaccinating 2.5 million children.  And his was the first African government to publicly recognize the AIDS epidemic as a major threat to Africa.

Thomas Sankara was an extraordinary man.

  • He outlawed female genital mutilation, forced marriages, and polygamy and was the first African leader to appoint women to major cabinet positions and actively recruit them for the military.  A motorcyclist himself, he formed an all-woman motorcycle personal guard.
  •  He encouraged women to work outside the home and stay in school even if pregnant.
  • He launched a nation-wide public health  ‘Vaccination Commando’ a state run program that in a period of only 15 days in early November 1984, completed the immunization of 2.5 million children against meningitis (a world record), yellow fever and measles. This operation was so successful in that children in neighbouring countries like the Ivory Coast and Mali were sent to Burkina Faso for free immunization that helped curtail high rates of infant and child mortality.
  • He sold off the government fleet of Mercedes cars and made the Renault 5 (the cheapest car sold in Burkina Faso at that time) the official service car of the ministers.  He lowered his salary, as President, to only $450 a month and limited his possessions to a car, four bikes, three guitars, and a refrigerator.
  • He planted over ten million trees to halt the growing desertification of the Sahel and established an ambitious road and rail construction program to “tie the nation together.”
  • He was known for jogging unaccompanied through the capital city in his track suit and posing in his tailored military fatigues with his mother-of-pearl pistol. And when asked why he didn’t want his portrait hung in public places, as was the norm for other African leaders, he said ”there are seven million Thomas Sankaras.”

Sankara’s revolutionary policies for self-reliance and defiance against the neoliberal development strategies imposed by the West made him an icon to many supporters of African liberation. But his policies alienated and antagonized the vested interests of the small but powerful Burkinabe middle class, the tribal leaders who he stripped of the traditional right to forced labor and tribute payments, and the foreign financial interests in France and their ally Ivory Coast.

Compaore and Sankara
On October 15, 1987 Sankara was killed by an armed militia of twelve officials in a coup d’état organized by Compaore.  Sankara’s body was dismembered and buried in an unmarked grave.   Compaore immediately took power, overturning most of Sankara’s policies.  Compaore reportedly ousted Sankara because he believed that his revolutionary policies were jeopardizing Burkina Faso’s relationship with France and Ivory Coast.  Sankara and Compaore were not only colleagues, they were childhood friends.

This is why ‘Bad Karma’ should be Blaise Compaore’s middle name.  He is a ruthless man who orchestrated the brutal assassination of his best friend.

Yet he is the man routinely designated by the international community to act as a ’mediator’ to help resolve African conflicts… smdh

click here for more

(via chavista)

Fonte: fyeahblackhistory

(via amodernmanifesto)

Fonte: fuckyeahspringfield

"Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato, perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli, questo non è un uomo libero, sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io."

- Sandro Pertini (via babaracus1982)

(via misantropo)

Fonte: facebook.com

fuckyeahanarchopunk:

http://nazi-leaks.net/
Anonymous launched an operation to reveal addresses of nazis

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http://nazi-leaks.net/

Anonymous launched an operation to reveal addresses of nazis

(via amodernmanifesto)

Fonte: fuckyeahanarchopunk

novaffanculotu:

kaw:

lubabbollu:

Lezione di giornalismo (e di recitazione).

un Gian Maria Volonté appena appena straordinario
(Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio, 1972)

dio.

Fonte: lubabbollu

(via mangorosa)

Fonte: compagnokoba