Signore e signori!La divertente disfatta della “sedicente nazionale di calcio” a Monaco ha prodotto un momento non meno divertente: la foga della putrefatta stampa quotidiana nel recuperare e dare sfogo alla rabbia dei tifosi bersagliando di critiche dure la gang di imbecilli battuta a Monaco era giunta “quasi” vicina a rendere l’immagine reale dell’uso che viene fatto del calcio: uno sport cioè che non è altro che l’industria del rincoglionimento ad uso del potere. Resisi conto - appena in tempo… - di essere lì lì per sputtanare del tutto il mito a cui le folle si attaccano e vengono allattate i giornalisti specializzati hanno ricominciato a fargli risalire la china e il mito è di nuovo lucente come la ghigliottina: comincia il “campionato di calcio”……ma, in sostanza, signore e signori, cos’è una settimana di cassa integrazione, di prezzi raddoppiati, di sopravvivenza squallida, di fronte a “una bella domenica di campionato”? Niente! Una bazzecola!!!Per un’ora di padron Rivera vale indubbiamente la pena di sopportare una settimana di padron Agnelli!Ho detto bene?! Bene. …Vedo che siete intelligenti, non mi sembrava…

"Noi poliziotti delle domenica siamo pagati bene, è vero. Tuttavia bisogna tener conto che la nostra efficienza repressiva è di gran lunga superiore a quella dei poliziotti normali…""…in ventidue teniamo a bada anche 80.000 persone… se poi la partita è teletrasmessa riusciamo a incarcerare davanti al televisore qualche milione di teste di cazzo!""…perciò pagateci bene e state zitti!!!"

Signore e signori!Il campo di calcio è il campo di concentramento delle illusioni su voi stessi.Mentre 22 lavoratori ben pagati per la loro alienazione si affrontano mascherati da gladiatori, voi vi avvolgete nelle bandiere di una patria che ha per sacri confini da difendere il risultato e la classifica.Fate a botte tra di voi come formiche impazzite mentre i vostri padroni ridono di voi e della vostra nevrotica ingenuità guardando con distacco la partita dalla tribuna. La vostra passione per il calcio è un calcio alle vostre passioni: spettatori della partita come dell’intera vostra vita. Il calcio potrebbe essere un gioco divertente e invece è il momento in cui venite definitivamente giocati. Non vi diciamo di abbandonare il calcio, sono sciocchezze. Piuttosto guardate la sua reale funzione attraverso la quale si cerca di mimetizzare la reale miseria a cui siete asserviti. Finitela di digerire tutto! Le squadre di calcio sono diventate s.p.a. perché in realtà il lavoro che vi aliena  durante la settimana è ben presente anche nei vostri pomeriggi calcistici. Tutta la vostra “vita” corrisponde a un programma totale, in cui il massimo di imprevisto è vincere o perdere una partita da cui siete esclusi. Nella violenza dell’amore e dell’odio per i vostri idoli c’è il drammatico accumularsi di vita non vissuta. Ricominciare a vivere passa per la distruzione di questo mostruoso spettacolo. Poi tornare a giocare al calcio potrà essere divertente. Ora potete solo soffrire per la vostra squadra mentre sarebbe meno masochista piangere su voi stessi.

[Da “Puzz” n. 16, ottobre-dicembre 1974]

Signore e signori!
La divertente disfatta della “sedicente nazionale di calcio” a Monaco ha prodotto un momento non meno divertente: la foga della putrefatta stampa quotidiana nel recuperare e dare sfogo alla rabbia dei tifosi bersagliando di critiche dure la gang di imbecilli battuta a Monaco era giunta “quasi” vicina a rendere l’immagine reale dell’uso che viene fatto del calcio: uno sport cioè che non è altro che l’industria del rincoglionimento ad uso del potere. Resisi conto - appena in tempo… - di essere lì lì per sputtanare del tutto il mito a cui le folle si attaccano e vengono allattate i giornalisti specializzati hanno ricominciato a fargli risalire la china e il mito è di nuovo lucente come la ghigliottina: comincia il “campionato di calcio”…
…ma, in sostanza, signore e signori, cos’è una settimana di cassa integrazione, di prezzi raddoppiati, di sopravvivenza squallida, di fronte a “una bella domenica di campionato”? Niente! Una bazzecola!!!
Per un’ora di padron Rivera vale indubbiamente la pena di sopportare una settimana di padron Agnelli!
Ho detto bene?! Bene. …Vedo che siete intelligenti, non mi sembrava…

"Noi poliziotti delle domenica siamo pagati bene, è vero. Tuttavia bisogna tener conto che la nostra efficienza repressiva è di gran lunga superiore a quella dei poliziotti normali…"
"…in ventidue teniamo a bada anche 80.000 persone… se poi la partita è teletrasmessa riusciamo a incarcerare davanti al televisore qualche milione di teste di cazzo!"
"…perciò pagateci bene e state zitti!!!"

Signore e signori!
Il campo di calcio è il campo di concentramento delle illusioni su voi stessi.
Mentre 22 lavoratori ben pagati per la loro alienazione si affrontano mascherati da gladiatori, voi vi avvolgete nelle bandiere di una patria che ha per sacri confini da difendere il risultato e la classifica.
Fate a botte tra di voi come formiche impazzite mentre i vostri padroni ridono di voi e della vostra nevrotica ingenuità guardando con distacco la partita dalla tribuna. La vostra passione per il calcio è un calcio alle vostre passioni: spettatori della partita come dell’intera vostra vita. Il calcio potrebbe essere un gioco divertente e invece è il momento in cui venite definitivamente giocati. Non vi diciamo di abbandonare il calcio, sono sciocchezze. Piuttosto guardate la sua reale funzione attraverso la quale si cerca di mimetizzare la reale miseria a cui siete asserviti. Finitela di digerire tutto! Le squadre di calcio sono diventate s.p.a. perché in realtà il lavoro che vi aliena  durante la settimana è ben presente anche nei vostri pomeriggi calcistici. Tutta la vostra “vita” corrisponde a un programma totale, in cui il massimo di imprevisto è vincere o perdere una partita da cui siete esclusi. Nella violenza dell’amore e dell’odio per i vostri idoli c’è il drammatico accumularsi di vita non vissuta. Ricominciare a vivere passa per la distruzione di questo mostruoso spettacolo. Poi tornare a giocare al calcio potrà essere divertente. Ora potete solo soffrire per la vostra squadra mentre sarebbe meno masochista piangere su voi stessi.

[Da “Puzz” n. 16, ottobre-dicembre 1974]