Si tratta di un meccanismo ben collaudato. L’Argentina, che ha appena varato una legge che vieta qualsiasi forma di speculazione, cioè di impiego di danaro che non sia il finanziamento di imprese produttive o di famiglie, è di nuovo sull’orlo del default, nonostante che la sua economia abbia ripreso a “girare”, anche grazie alla rivolta popolare contro le politiche recessive adottate in passato. Perché? Perché è stata messa in mora – e rischia il sequestro di fondi e beni delle sue imprese, per esempio conti correnti per finanziare il normale commercio internazionale, o navi e aerei, con il loro carico, che sbarchino o atterrino all’estero – da un tribunale degli Stati Uniti. Questo ha dato ragione a una serie di hedge fund che hanno rivendicato, e intendono ottenere, il pagamento integrale, al loro valore originario più gli interessi, dei titoli del debito argentino (i cosiddetti “Tango bond) in loro possesso: titoli che hanno ricomprato a costo quasi zero da risparmiatori che non avevano accettato, perdendo così l’intero valore del loro investimento, una transazione proposta anni fa dal Governo dell’Argentina.
Il Manifesto, 13 dicembre 2012