padlock:

Purtroppo, per quanto il tuo interlocutore non abbia i mezzi per sostenere le sue tesi, ho paura che la Korea del nord sia il risultato del socialismo puro. Marx come chiunque si accinga a risolvere teoricamente problemi reali della società, compie degli errori. Dicendo che al popolo dev’essere dato il controllo dei mezzi di produzione, si sottintende per ovvie ragioni numeriche, che sia lo stato e quindi i rappresentanti del popolo a materialmente avere il controllo. Questo sfocia empiricamente nella centralizzazione e nella pretesa che un’unità centrale sia in grado di essere onnisciente. Il fatto che per ragioni umane non sia possibile conoscere le preferenze degli individui, porta automaticamente a forti imposizioni e quindi ad uno stato autoritario. Poi comunque la sfiga è stata che il comunismo si è inserito in contesti culturali autoritaristici di per se.

Per quanto riguarda Pinochet, si può dire che la sua stessa esistenza al potere sia la diretta conseguenza dell’imperialismo capitalista (ATT e Pepsi co. furono probabilmente i veri finanziatori della sua ascesa al potere), però il metodo di governo da lui utilizzato non fu capitalistico ma fascista: il più lampante esempio fu il fatto che la Codelco (società delle miniere di rame) non fu ri-privatizzata, come probabilmente ATT aveva prospettato, ma rimase a controllo statale.

Il capitalismo sono i barboni che muoiono di freddo a New York, i malati che non possono pagarsi le cure mediche o che hanno una malattia tanto rara da rendere la ricerca di una cura non conveniente, sono i  contadini africani a cui vengono confiscate le terre per coltivarci biocarburanti, sono le persone che si buttano dalle finestre durante la crisi del ’29. Capitalismo è Hitler al potere (questa è un po’ lunga da spiegare), è il bambino indonesiano che cuce palloni.

In ogni caso, abbiamo vissuto la parte migliore del capitalismo,siamo la punta dell’iceberg che non ha idea di tutta la merda nascosta al di sotto e che ci sostiene. Ma sono convinto che lo sapremo presto.  

classe:

Raga, sto qui (Babbo di minchia) è passato al solito argomento “il socialismo non può funzionare perché non siamo tutti uguali”.

Seriously, io non posso passare la vita così, a ripetere le stesse cose babbo dopo babbo, cane di un dio.

classe: Padlock, qualsiasi organizzazione della produzione (e di conseguenza di una nazione) è basata su delle teorie, persino la politiche neoliberiste sono frutto di teorie ben precise, formulate da teorici.

Non sono d’accordo sul fatto che la corea sia il socialismo più verosimilmente realizzato, sono piuttosto del parere che sia una degenerazione, causata tra le altre cose, da una rivoluzione proletaria mancata.

Lo “sfociare empiricamente nella centralizzazione” di per sé non è negativo, anzi, non ci si sfocia proprio: il centralismo democratico è struttura fondante del partito rivoluzionario e, a rivoluzione compiuta, dell’organizzazione socialista. Ovvio che di per sé non sia garante contro la degenerazione autoritaristica. Ma altri fattori, fanno da garante.

L’onniscenza, poi, non c’entra niente, il socialismo non è un sistema dall’alto verso il basso. Il potere proletario è esattamente l’esercizio di una volontà collettiva espressa dall’insieme degli individui proletari: delegati eletti e revocabili, unificazione del potere legislativo ed esecutivo, paghe uguali per tutti sono i meccanismi naturali che danno vita alla dittatura del proletariato esercitata attraverso i soviet.

Fonte: classe